COS'È RETAKE?



Il nostro manifesto non lo abbiamo scritto, l'abbiamo costruito, anzi lo abbiamo già realizzato.

Un manifesto di azioni, che hanno cambiato la faccia di piccoli pezzi di Roma e di storie bellissime che si sono intrecciate. Il nostro, insomma, è un manifesto di cose fatte.

 

È quello di una Roma internazionale, dove le persone vengono da tutto il mondo e dicono dei Romani: 'cavolo come si danno da fare. Voglio dargli una mano anch'io!' Sono parole vere, quelle di due turisti americani che si sono fermati a Monti ad aprile 2015 durante la loro passeggiata e non hanno resistito a prendere un pennello in mano e a fermarsi con noi.

Non è solo la Roma degli americani che hanno fondato Retake, ma anche quella di tanti cittadini del mondo che partecipano ai nostri eventi, come la comunità Rumena che è venuta a Trastevere a passare con noi perfino il proprio capodanno ortodosso o l’ambasciata d Francia che ha organizzato il suo primo retake a novembre 2015. Li abbiamo fatti sentire tutti a casa propria.

 

È quello di una Roma istruita, dove centinaia di bambini in tutte le parti di Roma hanno fatto con Retake 'educazione alla bellezza'. Perchè questo tipo di educazione era quello che Peppino Impastato nei “Cento passi” diceva li avrebbe forniti di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. All'esistenza di orrendi palazzi sorti all'improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità… ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore. Lo ha raccontato così Maria Grazia Capulli, splendido volto del TG2 che ci avrebbe lasciato pochi mesi dopo aver preparato questo bellissimo servizio.

 

È quello di una Roma competitiva, che sa attrarre investimenti, risorse, persone, perché sfrutta il proprio capitale più grande: se stessa. E’ per questo che Confcommercio, Federalberghi, Enpam e tantissimi negozi grandi e piccoli ci hanno chiesto di insegnar loro a fare Retake. Perchè per loro, appunto, il rispetto dello spazio pubblico è un fattore che movimenta risorse economiche e rende questa città più ricca.

 

È quello di una Roma inclusiva, perché così come non c'è iscrizione o formalità a Retake, non c'è limite di età, e così abbiamo fatto sentire utili, coinvolte e partecipi in una missione comune anche le persone più anziane.

 

È quello di una Roma artistica, perché la foto che ha ottenuto il numero maggiore di like nel 2015, sapete qual è? Quella della street art a Tor Marancia. A dimostrazione del fatto che Retake è composto da persone che hanno un disgusto totale verso gli scarabocchi illegali e un assoluto bisogno di vedere questa città riempirsi di colore.

 

È quello di una Roma solidale, perché tutti noi sorridiamo - più divertiti che arrabbiati - quando leggiamo gli articoli di chi dice che siamo Puffi, schiavi dell'”ideologia del decoro”, e vorremmo oscurare le sofferenze sociali sotto l'ossessione delle scritte sui muri. Andatelo a raccontare ai Retaker di Ponte di Nona, di San Basilio, Tiburtina, Montesacro e Labaro, che hanno invitato i rifugiati dei centri di accoglienza a riqualificare Roma, facendoli sentire davvero parte di questa città. Per noi non esiste nulla di più sociale che difendere lo spazio pubblico, perché sono le persone più deboli, più povere, più sole le prime ad usufruirne, non chi sfreccia in città con il SUV.

 

Il nostro manifesto è soprattutto quello di una Roma dignitosa. Perché tutti noi ci siamo ribellati alla costrizione di dover uscire di casa e vedere, per prima cosa, un misto di scarabocchi senza senso e adesivi abusivi. Abbiamo detto: no, cavolo, non è possibile! E così abbiamo trovato Retake, per caso, su Facebook, su un articolo di giornale o camminando per strada. E ce ne siamo innamorati, per mille motivi.


TESTIMONIANZE:


Il sig. Remo con il suo "rastrello a sei punte"
Il sig. Remo con il suo "rastrello a sei punte"

 Remo, un pensionato, un uomo solitario di poche parole, da anni viene deriso per il suo particolare "passatempo": scendere in strada e ripulire le aiuole della zona dove vive.

Remo non ha mai dato ascolto alle critiche della gente, aveva capito che il tempo gli avrebbe dato ragione e così, con il cuore pieno di gioia, si è unito ai retaker di Ostia, mentre bonificavano il tratto antistante il mercato dell'Appagliatore. Con il supporto del "rastrello a sei punte", costruito con le sue mani, ha lavorato alacremente e sul finire della mattinata ha lasciato il suo recapito telefonico per poter partecipare ai prossimi eventi sul territorio.