#CAPITALERETAKE: ATTIVITA' ILLEGALI E DEGRADO


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L’esperienza che abbiamo accumulato in questi anni di interventi in ogni angolo della città ci permettono di elaborare riflessioni concrete sul legame tra degrado urbano e sviluppo economico.

Il degrado urbano visibile può essere considerato il punto di caduta di fenomeni economici distorti, quando non del tutto illeciti, che hanno ricadute pesanti sull’economia delle città e sulla possibilità di sviluppo economico in senso innovativo.

In molte città la gestione e il riciclo dei rifiuti urbani con tecnologie innovative ha comportato un passaggio definitivo a una gestione partecipativa del ciclo dei rifiuti, che produce ricchezza, premia i comportamenti virtuosi, riduce l’impatto dei rifiuti sull'ambiente, crea posti di lavoro ad alta specializzazione. Laddove ciò non è accaduto, si assiste sulle strade, ad un fenomeno crescente di abbandono dei rifiuti, alla diffusione di discariche abusive, a forme di recupero illecite e, specialmente nelle aree periferiche e negli interstizi abbandonati dovuti all'espansione orizzontale delle città, a forme di separazione dei rifiuti totalmente illegali ed altamente inquinanti.

Analogo discorso può essere proposto in relazione alle affissioni abusive che assumono spesso una dimensione tale da modificare l’orizzonte visivo cittadino. Anche in questo caso si tratta di forme pubblicitarie di per sé indicatrici di un modello economico arretrato, che crea forti diseconomie, non sostiene l’innovazione, o al commercio ambulante, che in alcune città non conosce discontinuità tra il settore legale e quello illecito. Anche in questo caso non esiste una sufficiente consapevolezza degli svantaggi che queste attività riversano sulla collettività.

Riteniamo che a livello istituzionale occorra uscire dalla visione miope che considera queste realtà economiche e quindi occupazionali, degne di tutela, perché al contrario la difesa di privilegi o consuetudini frenano uno sviluppo economico sano e di qualità, comprimono verso il basso l’offerta dei beni e la conseguente offerta di occupazione, eliminano posti di lavoro, assorbono indebitamente risorse pubbliche volte a tamponare le diseconomie che producono a danno dell’intera collettività, che potrebbero essere utilizzate altrimenti.

Con particolare riferimento a Roma, il peggioramento, lungo decenni non certo mesi, delle condizioni quotidiane in cui vivono i cittadini, dai trasporti alla sicurezza, non ha un impatto solo sulla qualità della vita di romani e turistici ma anche economico.