Le domande di Retake: le risposte di Roberto Giachetti

10 giorni fa abbiamo pubblicato le nostre 5 domande ai candidati a Sindaco. Per chiamare chi si candida a governare Roma a confrontarsi sui temi del decoro, del verde e della vivibilità della città. E permettere a migliaia di romani impegnati con Retake di scegliere il proprio Sindaco con consapevolezza. 

Abbiamo ricevuto nell'ordine le risposte da: Virginia Raggi, Roberto Giachetti, Mario Adinolfi e Alessandro Mustillo, che come promesso pubblichiamo per esteso.

1 – D - Al di là del periodo critico della campagna elettorale, Roma è devastata

quotidianamente da affissioni abusive. Dagli adesivi dei traslocatori a manifesti di iniziative che portano addirittura il patrocinio del Comune. Per le sanzioni, basterebbe applicare leggi che già esistono e che prevedono multe salate. Come riorganizzerà i Pics, le squadre del decoro urbano, che oggi conta su 47 unità? Si impegna a promuovere bacheche di quartiere per le affissioni lecite?

 

1 – R - Io credo molto nella teoria della broken window. Se noi interveniamo con severità e subito contro il degrado e il vandalismo, questo non tornerà. Le affissioni abusive vanno contrastate con decisione portando a termine la riforma della cartellonistica: vanno approvati i piani di localizzazione, definiti i lotti ed avviate le gare. La città avrà meno cartelloni, otterremo più risorse per l’amministrazione e chiederemo a chi vince di vigilare contro l’abusivismo, di fornire alla città servizi come il bike sharing e realizzare interventi per il decoro. Con la stessa determinazione, contrasteremo e sanzioneremo la diffusione su serrande e pali della luce degli adesivi dei traslochisti, e di qualsiasi altra forma di pubblicità analoga, risalendo all’identità anche attraverso il numero telefonico. In quest'ottica i PICS - che ricordo furono costituiti durante il periodo in cui ero capo di gabinetto al Comune – saranno rafforzati in maniera decisa, con più persone e più dotazioni, anche tecnologiche. Per quanto riguarda le bacheche di quartiere, sono disponibile a valutare insieme un progetto che permetta di averne alcune destinate a finalità non commerciali, per queste ultime, sono già previsti impianti di competenza dei Municipi che potrebbero servire anche a questo scopo.

 

 

2 - D Roma non esiste controllo del territorio: basta una bomboletta per sfregiare interi quartieri, per non parlare della condizione dei vagoni della metro. Un Sindaco non è uno sceriffo ma può chiedere alle forze di polizia di intervenire per reprimere questi fenomeni; serve soprattutto volontà politica. Lei lo farà e come?

 

2 – R Il problema del controllo del territorio è un’altra delle questioni chiave di questa campagna elettorale. Le esperienze urbane più innovative sono quelle in cui la presenza della polizia è rafforzata dalle dotazioni tecnologiche. Ha aperto la strada la Gran Bretagna ma, ad esempio, oggi Parigi ha un progetto "1000 telecamere" per controllare il territorio: per una città più sicura e senza atti di vandalismo. Noi avvieremo un’anagrafe delle telecamere per mettere a sistema quelle private e quelle delle amministrazioni che già ci sono per avere maggior controllo delle zone a rischio, come ad esempio le stazioni della Metro. Insieme a questo, voglio studiare con ACEA la possibilità di un programma di illuminazione delle aree più difficili della città. Come farò tutto questo? Nella domanda è contenuta anche quella che è la mia risposta: tutte le soluzioni ipotizzate hanno bisogno di volontà politica. La mia c'è ma ci vuole un piano coordinato tra Campidoglio e Polizia Locale e una rinnovata alleanza civica.

 

 

3 – D Con oltre 40 milioni di mq affidati in gestione al Servizio Giardini a cui si aggiungono circa 330.000 alberi , Roma è una delle città più verdi d’Europa. Ma in assenza di manutenzione, controllo e pulizia sono stati spesso i cittadini a prendersi cura dei parchi abbandonati. Come rilanciare la cura del verde pubblico? Come si possono valorizzare i parchi, soprattutto di periferia, rendendoli luoghi fruibili ad attività culturali e sportive?

 

3 - R Roma può essere definita la capitale europea del verde, il sistema ambientale di Roma Capitale è costituito da circa 86.000 ettari di territorio salvaguardato e protetto, pari a circa i 2/3 dell’intero territorio comunale. Oggi i Parchi, oltre alla sfida della conservazione, hanno di fronte anche altre sfide come il contribuire ad un rilancio dell'economia e dell'occupazione attraverso uno sviluppo sostenibile locale e ad una migliore qualità della vita. Per questo, il rapporto tra parchi e benessere/salute diventa la chiave per il rilancio dei primi rispetto a queste sfide, con Parchi riconosciuti non tanto per quello che contengono o che vietano, quanto per quello che possono offrire. Penso ad esempio ad una loro valorizzazione turistica legato allo sport: dal trekking allo snorkeling, e così via realizzando grandi palestre a cielo aperto. Da qui nasce la mia proposta già accolta dal CONI in occasione della candidatura per le Olimpiadi 2024 di Roma di fornire attrezzature sportive per le aree verdi romane. Un processo in cui il contributo dei comitati e delle associazioni locali sarà fondamentale, anche per vigilare sulla corretta attuazione degli impegni.

Daremo maggiori risorse per la manutenzione e la gestione di Parchi, delle Ville Storiche e delle aree verdi; le metteremo a sistema realizzando percorsi ciclo pedonali che formeranno una rete ecologica e favoriranno la mobilità sostenibile; promuoveremo, con schemi di convenzione, la possibilità di associazioni e cittadini di prendersi cura delle aree verdi a loro più prossime.

 

 

4 – D - Al di là della buona volontà di AMA (con cui Retake ha anche firmato un protocollo di collaborazione), l’azienda soffre di una carenza strutturale fortissima per contrastare le scritte murarie, che sfregiano interi quartieri: 2 Idro-pulitrici per 5.500 km di strade. A Parigi basta mandare una foto con lo smartphone per chiedere la rimozione delle tag. A Roma cosa si può fare?

 

4 - R - Il tema delle scritte murarie va affrontato potenziando l’attività di pulizia, oggi poco strutturata, e puntando con fermezza sul rispetto delle regole. Sul primo punto è necessario un Piano che, a partire dalle situazioni di degrado, proceda con interventi di rimozione e pulizia così da mostrare subito un effetto di recupero delle situazioni più degradate. E’ una attività che deve divenire strutturale così come lo sono le attività di raccolta delle foglie o l'eliminazione delle erbacce: è una componente essenziale del piano del decoro che si aggiunge a quello da mettere in campo per garantire lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti. E’ un piano che l’amministrazione non può fare da sola ma che va definito con la partecipazione dei cittadini che grazie alle loro segnalazioni diventano parte attiva del progetto di pulizia e di mantenimento attraverso una piattaforma partecipata: sappiamo che funziona, infatti AMA, in attuazione dell’accordo con Retake, ha svolto 900 interventi pianificati in un anno. Oltre ai cittadini, il secondo grande alleato sono le tecnologie: grazie alla rivoluzione digitale AMA potrà intervenire in tempo reale ed in modo trasparente e tracciato (ci sarà APP dedicata con invio foto). C’è, poi, il secondo punto. Accanto alle attività di pulizia è necessario avviare un percorso inclusivo e di legalità. In questo la "street art" può rappresentare un valore aggiunto: l'esperienza di Garbatella costituisce un esempio importante di rigenerazione urbana così come il progetto “Tevere Eterno” di Kentridge. Questi ci dicono quanto sia necessario definire spazi di incontro e di inclusione e al contempo sia necessario far rispettare le regole prevedendo, per chi imbratta, sanzioni e punizioni che imlichino anche azioni di pulizia da parte di chi ha imbrattato.

 

 

5 – D- A Roma non è stato ancora adottato il Regolamento per l’amministrazione condivisa, un testo innovativo che disciplina la collaborazione tra cittadini e amministrazioni per la cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni. È questa la strada che molti comuni, da ultimo anche Torino, quarta città italiana, hanno scelto per dare concretamente attuazione all’art. 118, ultimo comma, della Costituzione. Si impegna ad adottare questo Regolamento da Sindaco? Quali altre iniziative adotterà per coinvolgere i cittadini nella cura della città?

 

­­­ 5 – R  Il regolamento di amministrazione condivisa - l'ho già annunciato - è una delle mie priorità. Sarà adottato nei primi 100 giorni da Sindaco e vedrà il coinvolgimento di tutte le esperienze che, anche nella nostra città, hanno fatto della partecipazione un impegno concreto e quotidiano. Per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini sto pensando a strumenti di abbattimento fiscale per le associazioni che si occupano di attività di interesse pubblico, come la manutenzione del verde, ma, più in generale, penso si debba andare verso un'amministrazione sussidiaria. E' un nuovo modo di amministrare quello che si sta affermando nel mondo, fatto di scelta, di partecipazione, di obiettivi chiari e di risultati verificabili. Noi dobbiamo stare in questa scia.