Le domande di Retake: le risposte di Alessandro Mustillo

10 giorni fa abbiamo pubblicato le nostre 5 domande ai candidati a Sindaco. Per chiamare chi si candida a governare Roma a confrontarsi sui temi del decoro, del verde e della vivibilità della città. E permettere a migliaia di romani impegnati con Retake di scegliere il proprio Sindaco con consapevolezza. 

Abbiamo ricevuto nell'ordine le risposte da: Virginia Raggi, Roberto Giachetti, Mario Adinolfi e Alessandro Mustillo, che come promesso pubblichiamo per esteso.

1 – D - Al di là del periodo critico della campagna elettorale, Roma è devastata

quotidianamente da affissioni abusive. Dagli adesivi dei traslocatori a manifesti di iniziative che portano addirittura il patrocinio del Comune. Per le sanzioni, basterebbe applicare leggi che già esistono e che prevedono multe salate. Come riorganizzerà i Pics, le squadre del decoro urbano, che oggi conta su 47 unità? Si impegna a promuovere bacheche di quartiere per le affissioni lecite?

 

1 – R - Roma manca di spazi che siano posti gratuitamente a tutela della libertà di espressione e di diffusione delle proprie idee, libertà prevista dalla costituzione democratica. Il punto di partenza di ogni forma di regolamentazione è per noi bilanciare il diritto dei cittadini a esprimere e far conoscere la propria opinione, con il diritto della città alla pulizia e al decoro, senza che il discrimine divenga di carattere puramente economico, e senza che la ricerca esasperata del secondo si converta nell’ennesimo strumento per limitare un diritto che già oggi è fortemente compresso. Questo vale in particolar modo per le libertà politiche, sia nelle campagne elettorali, ma anche e soprattutto per tutte quelle forme politiche e associative che vivono nella città, come comitati di quartiere, associazioni, gruppi studenteschi. Ma vale anche per la promozione e l’aiuto che il comune dovrebbe garantire ai piccoli esercizi commerciali, alle botteghe artigiane, a quei settori che non possono competere con le grandi catene multinazionali per ottenere campagne pubblicitarie che richiedono somme ingenti. Il PC si impegna a creare spazi appositi che siano destinati a queste forme di comunicazione, come tutela di un diritto democratico, e come elemento di indirizzo di politica economica dell’amministrazione. Per noi non servono attività repressive se prima non si pongono i cittadini nella condizione di poter avere un proprio diritto rispettando le regole, senza creare discriminazioni di carattere prettamente economico che con il pretesto del decoro si convertono in un ulteriore strumento nelle mani di limitazione delle libertà democratiche e dei grandi gruppi economici.

 

 

2 - D Roma non esiste controllo del territorio: basta una bomboletta per sfregiare interi quartieri, per non parlare della condizione dei vagoni della metro. Un Sindaco non è uno sceriffo ma può chiedere alle forze di polizia di intervenire per reprimere questi fenomeni; serve soprattutto volontà politica. Lei lo farà e come?

 

2 – R Non è pensabile che possa esistere un controllo del territorio così capillare da impedire fenomeni del genere in una città con un territorio vastissimo, cresciuta in modo irregolare grazie a abusivismo, speculazione edilizia, assenza di pianificazione che oggi paghiamo con un sovraccarico di costi enorme. Ogni politica di carattere poliziesco è inevitabilmente destinata a fallire miseramente. Il problema a nostro parere risiede nell’impossibilità da parte di un’amministrazione corrotta, di una classe politica immischiata in scandali e screditata moralmente, di ergersi di fronte ai cittadini e in particolar modo ai giovani chiedendo rispetto di regole e dei beni comuni, quando proprio chi governa dimostra quotidianamente il contrario con danni giustamente percepiti come ben più gravi per la collettività. Questa battaglia si può vincere solo attraverso un lungo lavoro di carattere culturale, in cui la priorità delle istituzioni sia combattere il degrado sociale in cui intere generazioni sono costrette. Per questo il PC ha posto come centrale nel suo programma la valorizzazione e la difesa dei centri culturali nelle periferie, l’incremento dell’investimento pubblico in progetti culturali, sportivi e di carattere sociale, che migliorino ciò che quotidianamente questa società offre alla gioventù, strappandola dal degrado, spesso alla mancanza totale di attività.

 

 

3 – D Con oltre 40 milioni di mq affidati in gestione al Servizio Giardini a cui si aggiungono circa 330.000 alberi , Roma è una delle città più verdi d’Europa. Ma in assenza di manutenzione, controllo e pulizia sono stati spesso i cittadini a prendersi cura dei parchi abbandonati. Come rilanciare la cura del verde pubblico? Come si possono valorizzare i parchi, soprattutto di periferia, rendendoli luoghi fruibili ad attività culturali e sportive?

 

3 - R Quello che sta accadendo a Roma non è casuale, ma frutto delle politiche di tagli imposte dal Patto di stabilità e dal piano di rientro di un debito pubblico di cui non conosciamo il 43% dei creditori. Il servizio giardini di Roma Capitale deve essere posto nelle condizioni di poter operare con efficacia. Non crediamo che la soluzione sia privatizzare i parchi pubblici, ma stanziare i fondi necessari che ci sono a patto che si riducano gli sprechi strutturali che avvantaggiano speculatori, corrotti e mafiosi. È in quest’ottica che il PC ha detto un fermo no alle olimpiadi di Roma 2024, per dire tanti sì a politiche di investimento e valorizzazione sul territorio, per la creazione di impianti sportivi comunali, per il miglioramento della condizione dei parchi pubblici. Riteniamo la funzione dei comitati di quartiere e dei gruppi e delle associazioni di cittadini un importante supporto per il miglioramento della gestione dei parchi, a patto che esso sia coordinato e non alternativo ad una vera politica di finanziamento e gestione pubblica del verde.

 

 

4 – D - Al di là della buona volontà di AMA (con cui Retake ha anche firmato un protocollo di collaborazione), l’azienda soffre di una carenza strutturale fortissima per contrastare le scritte murarie, che sfregiano interi quartieri: 2 Idro-pulitrici per 5.500 km di strade. A Parigi basta mandare una foto con lo smartphone per chiedere la rimozione delle tag. A Roma cosa si può fare?

 

4 - R - Stesso discorso sui tagli vale per l’AMA, su cui bisogna investire prioritariamente per il ciclo dei rifiuti, con assunzioni per la porta a porta. Il peggioramento delle condizioni di pulizia di Roma è dovuto a politiche sbagliate, a sprechi, assunzioni facili di amici nei settori impiegatizi delle municipalizzate, al passaggio alla raccolta porta a porta in alcune aree a cui però non è corrisposto un aumento reale dei lavoratori in strada. Liberando le risorse necessarie è possibile avere un maggiore investimento anche per la pulitura delle scritte murarie, ma nell’attuale condizione di Roma crediamo che la priorità dell’AMA sia legata al ciclo dei rifiuti, per arrivare ad una gestione completa del ciclo attraverso la differenziata, terminando un sistema quello degli inceneritori e delle discariche che grava sulla salute dei cittadini. Questo insieme alla pulizia delle strade su cui oggi non viene più impiegato il personale direttamente ma macchine non in grado sia per limitazione numerica, sia strutturalmente di assicurare la pulizia stradale.

 

 

5 – D- A Roma non è stato ancora adottato il Regolamento per l’amministrazione condivisa, un testo innovativo che disciplina la collaborazione tra cittadini e amministrazioni per la cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni. È questa la strada che molti comuni, da ultimo anche Torino, quarta città italiana, hanno scelto per dare concretamente attuazione all’art. 118, ultimo comma, della Costituzione. Si impegna ad adottare questo Regolamento da Sindaco? Quali altre iniziative adotterà per coinvolgere i cittadini nella cura della città?

 

­­­ 5 – R  Il PC si è impegnato a sviluppare con i lavoratori e i cittadini un rapporto costante nella gestione della città, dei quartieri e delle municipalizzate. Crediamo che sia necessario valorizzare le competenze interne da parte dei lavoratori nella gestione diretta delle società partecipate, che si debbano realizzare comitati popolari di controllo sui servizi con lavoratori e utenti chiamati direttamente a vigilare e a fare proposte per migliorare la qualità dei servizi pubblici in ogni settore. Abbiamo in questa campagna firmato progetti comuni con le organizzazioni dei lavoratori, con le associazioni di artigiani e esercenti, con agricoltori e crediamo che questa sia la direzione in cui andare: coinvolgimento diretto dei settori popolari nell’attività di governo. Ci ispiriamo ad un modello di amministrazione aperta ai contributi dei lavoratori e dei cittadini, come furono le amministrazioni di Argan e Petroselli che diedero voce ai bisogni reali delle classi popolari e non agli interessi dei palazzinari e delle banche.